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domenica 14 aprile 2013

Riso Amaro

La situazione economica del nostro paese (inteso come Italia) è completamente degenerata, la produzione industriale è ferma, la disoccupazione, soprattutto quella giovanile,  ha raggiunto livelli impensabili solo alcuni anni fa. 
Il generalizzato ricorso agli ammortizzatori sociali ha attenuato l'impatto sociale della crisi, ma ha comportato da un lato, un eccezionale utilizzo di fondi pubblici  e dall'alrto lato  una riduzione di almeno il 20% del reddito disponibile. 
La situazione che ho descritto è conosciuta per esperienza diretta, da imprenditori e dipendenti, ma non da tutti i dipendenti.
Infatti, come ripeto da molto tempo, l'italia è divisa in tre blocchi economici : 1/3 di pensionati, 1/3  di dipendenti pubblici ed 1/3 di operatori (dipendenti ed imprenditori) che operano nel privato. Ovviamente i primi due blocchi derivano i loro redditi dalla "spesa pubblica" mentre il terzo blocco, con le proprie tasse "genera le entrate" che sostengono la spesa degli altri due.


La recrudescenza di una crisi economica così lunga ha prodotto conseguenze diverse ed opposte a questi tre blocchi economici e sociali : Il settore privato ha visto un calo
importante dei fatturati e del PIL, un incremento della tassazione che nello scorso dicembre ha toccato livelli da record (mondiale) ed i dipendenti di questo settore sono stati afflitti dal ricorso agli ammortizzatori sociali, dai licenziamenti collettivi e dal ricorso
"volontario" a contratti di solidarietà che li ha portati a proporre una riduzione di salario a parità di orario di lavoro, per salvare il posto di lavoro.

Dall'altra parte il blocco dei pensionati ha comunque continuato (come è giusto e doveroso) a percepire la pensione erogata dallo stato con puntualità; l'avvento della crisi non li ha toccati dal punto di vista reddituale, anzi in questi ultimi anni hanno potuto usufruire delle frequenti promozioni,  e riduzioni, anche sostanziose dei prezzi,che soprattutto i supermercati hanno praticato per contrastare il calo delle vendite.
Il blocco sociale dei dipendenti pubblici è quello che, a mio avviso, si è meno reso conto della crisi. Infatti a fronte della situazione descritta e di cui si sente parlare ogni giorno nei telegiornali il loro reddito non ha risentito di riduzioni"sostanziali", nessun bisogno di ammortizzatori sociali, nessuna necessità di auto -riduzione degli stipendi a parità di orario di lavoro, in più,  rinnovi dei contratti di lavoro, indennità e prebende varie, rimborsi spese e quant'altro, è stato loro garantito da  facili trattative sindacali, condotte in anni di sviluppo. NESSUNA POSSIBILITA' DI PERDERE IL POSTO DI LAVORO !!!
E' mia convinzione che questa tripartizione della società italiana non possa durare ancora molto; 
è mia convinzione che il settore privato sia arrivato ad un cedimento strutturale che non gli consentirà più di sostenere i costi degli altri due;
è mia convinzione che i disoccupati, i cassa-integrati e gli ex imprenditori che oramai vivono sulla soglia di povertà, non potranno sopportare ancora a lungo la disparità di trattamento riservata ai loro vicini di casa  (dipendenti pubblici e  pensionati) .
E' mia convinzione che il prossimo governo, qualunque esso sia, dovrà porre rimedio a questa situazione, riducendo la
spesa pubblica, (e quindi quella per stipendi) e restituendo al settore privato mediante riduzioni fiscali mirate, oppure, in alternativa,  istituendo un reddito minimo di cittadinanza, che aggraverà la spesa pubblica "sociale" a scapito della spesa pubblica in eccesso (sprechi e quindi stipendi) non potendo aggravare il carico fiscale del martoriato settore privato o di quello che nel frattempo sarà rimasto.
Questo è quello che io vedo, sento e penso. Non so se sia la verità oppure no, ma questa è il mio sentire e credo anche di qualcuno di Voi lettori. 
Così mentre 600 dipendenti della Berco  e 75 della Basell, rischiano di perdere,  il loro posto di lavoro, mentre alcune importanti aziende del nostro territorio stanno facendo periodi sempre più lunghi di cassa integrazione, mentre alcune cooperative della zona da ormai tre anni fanno ricorso ai contratti di solidarietà, mi capita di leggere la seguente delibera della nostra Giunta ...

DELIBERAZIONE N° 69
VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE

Oggetto: Adozione, ex art.40 co 3 D.Lgs 165/2001 dell' atto unilaterale che provvede, in via provvisoria, nelle more della sottoscrizione del nuovo CCDI in merito all' utilizzo delle risorse decentrate anno 2013, relativamente alle indennità di rischio, disagio, responsabilità.


LA GIUNTA COMUNALE
Visto l’art 65 D.Lgs 150/2009 che dispone l’adeguamento dei contratti collettivi integrativi vigenti alla data di entrata in vigore della norma e nel caso specifico del comparto regioni autonomie locali dispone l’adeguamento dei contratti integrativi entro il 31/12/2011 e quelli non adeguati cessano la loro efficacia dal 31/12/2012 e non sono ulteriormente applicabili;
omissis
Preso atto della Determinazione del Dirigente del Settore finanziario n. 159 del 21/02/2013 in cui si dispone la sospensione, salvo conguaglio, nelle more della sottoscrizione del nuovo CCDI delle indennità di rischio, disagio, maneggio valorie specifiche responsabilità;
Vista la determinazione del Dirigente del Settore Finanziario n.243 del 20/03/2013 con cui si è quantificata la consistenza generale del fondo relativo alle risorse per le politiche di sviluppo e per la produttività del personale per l’anno 2013 nella risorsa decentrata stabile di € 287.515,75 come di seguito rappresentato:
omissis
Preso atto delle trattative tenute al tavolo sindacale nel corso dell’ anno 2012 per la revisione dei criteri per la corresponsione delle indennità di rischio, disagio e responsabilità di cui ai verbali in atti;
Considerato che nelle sedute di Delegazione Trattante del 06/12/2012  e del 22/03/2013 si è giunti ad un accordo di massima in riferimento alle indennità in discorso;

Preso atto che la parte sindacale ha comunicato che a breve convocherà l’ assemblea per rappresentare i nuovi criteri concordati in delegazione trattante per la corresponsione delle indennità di rischio, disagio e responsabilità;
Ritenuto in via eccezionale di corrispondere nelle more della sottoscrizione del nuovo accordo integrativo decentrato le indennità di rischio,disagio e responsabilità al fine di corrispondere la giusta remunerazione al personale dipendente che senza soluzione di continuità ha prestato la propria attività garantendo il buon
andamento dell’azione amministrativa;
omissis

A voti unanimi e palesi;
DELIBERA
1. Che le premesse formano parte integrante e sostanziale del presente atto e si intendono qui integralmente richiamate;
2. Di disporre l’erogazione delle indennità di rischio, disagio e responsabilità al personale dipendente non titolare di posizione organizzativa individuato da ciascun Dirigente con effetto retroattivo dal 01/01/2013 ed unicamente fino alla sottoscrizione del nuovo accordo integrativo decentrato;
3. Di disporre l’erogazione delle indennità in parola secondo i criteri che si rappresentano in allegato, per i dipendenti individuati da ciascun Dirigente responsabile del servizio fino alla sottoscrizione del nuovo accordo integrativo decentrato;
4. Di disporre che per l’anno2013 l’attribuzione dell’indennità di responsabilità secondo i nuovi criteri ha effetto retroattivo solo per i soggetti già individuati dal Dirigente competente nell’ anno 2012 con apposita lettera;




Il gergo è quello della burocrazia statale e sindacale, per cui non è facile capire per i non adepti, tuttavia la lettura degli allegati ci consentirà di capire a quali rischi ed a quali disagi sono sottoposti i dipendenti comunali, andiamo quindi a leggere gli allegati alla delibera:


DISCIPLINA DELLE INDENNITA’ RELATIVE AL
 “ RISCHIO”.

L’indennità di rischio che consiste in un’erogazione pari a €. 30,00 mensile che compensa l’esercizio di attività in condizioni di lavoro che comportano “continua e diretta esposizione a rischi pregiudizievoli per la salute e per l’integrità fisica del personale” e che riguardano le seguenti tipologie di prestazione lavorativa:
Profilo professionale :

  • Operaio Generico
  • Operaio specializzato Ufficio tecnico
  • Cuoco – aiuto cuoco cat. B
  • Capo Cuoco B3
  • Autista
  • Assistenti di Base e Assistenti Domiciliari cat. B
  • Responsabile Attività Assistenziale (RAA) cat. B3
(n.d.r. ma a questo livello "tutti i lavori sono a rischio" !!??!!)



“ATTIVITA’ SVOLTE IN CONDIZIONI PARTICOLARMENTE DISAGIATE E RELATIVI COMPENSI”.

In particolare rientrano nella fattispecie in argomento le seguenti attività:
A. pronto intervento del personale non docente di ruolo del nido d’infanzia, nella misura di un’indennità mensile per 10 mensilità di € 23,00 sulla base dell’individuazione effettuata dal Dirigente responsabile del Servizio
B. attività connessa alla chiamata fuori servizio , fuori dall’orario di lavoro programmato delle RAA della casa protetta, sulla base del prospetto presentato mensilmente dal coordinatore responsabile della casa protetta, compensato con un gettone di € 25,00 a chiamata, fino ad un massimo di 100 chiamate annue complessive. Il coordinatore responsabile del Polo Socio Sanitario, invia, all’ufficio paghe, alla fine di ogni mese il prospetto utile alla liquidazione.
C. Attività connessa alla chiamata in servizio, fuori dall’orario di lavoro programmato alle Assistenti domiciliari, fino ad un massimo di 100 chiamate annue complessive, compensata con un gettone di €. 25,00 a chiamata. Il coordinatore responsabile del Polo Socio Sanitario, invia all’ufficio paghe, alla fine di ogni mese il prospetto utile alla liquidazione .
D. attività connesse alla chiamata in servizio fuori dall’orario di lavoro , durante il giorno di riposo settimanale del personale addetto al servizio di stato civile corrisposta sulla base di apposita
determinazione del Dirigente responsabile del servizio al termine dell’anno di riferimento , nella somma di € 25.82 per ogni intervento prestato , unitamente all’ indennità di € 154, 93 da suddividere tra gli operatori addetti al servizio.
E. Gettone Polizia Municipale connesso alla chiamata in servizio extra turno festivo in aggiunta a quelli già programmati e per servizio aggiuntivo serale degli operatori di polizia municipale per servizi aggiuntivi a quelli programmati compensato con un gettone di € 50,00
F. Incentivo attività integrativa - Centro Estivo - svolta dal personale del nido d’infanzia, corrisposta in luogo di ogni altra indennità per un compenso di € 103.29 settimanali per il personale docente e di complessivi € 216,91 il personale non docente da corrispondere in base all’effettiva presenza sulla base della determinazione del Dirigente Responsabile del Servizio;
G. Indennità di disagio per mutamento di mansioni per le RAA Rossi e Trevisani sulla base di pregressi accordi presi al tavolo sindacale per un importo mensile rispettivamente di € 77.50 a Trevisani Graziella e € 138,00 a Rossi Laura;
H. gettone di € 25.00 a chiamata , fino ad un massimo di 120 chiamate ,per gli addetti al servizio manutenzione nel periodo aprile – settembre a compensazione del disagio per la modifica dell’orario di lavoro convenzionale 8.00-14.00 nell’orario pomeridiano 13.00-19.00 da corrispondere sulla base del prospetto di liquidazione del responsabile del servizio;
I. Indennità di disagio connessa alla reperibilità: ai sensi dell’art 23 CCNL 14/09/2000 integrato dall’art. 11 CCNL 05/10/2001 nei confronti di tutto il personale operaio del Settore Tecnico e del personale di vigilanza del comando di Polizia Municipale , coinvolto in servizio di reperibilità H24 di protezione civile – l’indennità di disagio corrisposta per ogni turno di reperibilità di 6 giorni per un ammontare complessivo di € 77.47 pro capite ;
L. Indennità per i vicari dei dirigenti finalizzata a remunerare il disagio connesso all’assenza lavorativa a qualunque titolo (escluso le ferie) del proprio dirigente per periodi, anche non continuativi, pari ad almeno 30 giorni. Tale indennità è pari all’importo di € 800 per i primi 30 giorni e proporzionata per i periodi successivi ( 1/26 esimi). Il pagamento di tale indennità avviene nel mese successivo al periodo nel quale viene raggiunta l’assenza lavorativa di almeno 30 giorni. Questa forma d’indennizzo non è ammessa nel caso di delega delle funzioni dirigenziali ad altro dirigente o al Segretario, ovvero nel caso di conferimento d’incarico dirigenziale, ovvero nel caso in cui il vicario sia già titolare di posizione organizzativa. Tale indennità viene finanziata con risorse integrative di cui all’art. 15 comma 2 CCNL 01/04/1999.
(n.d.r. avete dimenticato qualcuno???, no ci avete messo proprio tutti. Eh, beh sono disagi andare a lavorare tutte le mattine !!!)


 Criteri per compensare l’esercizio di compiti che comportano specifiche responsabilità.


CATEGORIA
          MOTIVAZIONE
   MISURA DEL    COMPENSO
D
1. Funzioni vicaria del dirigente in caso di sua assenza, con
annessa responsabilità di coordinamento, di firma di attiintermedi e/o finali; di natura penale e/o patrimoniale connessa alla posizione;
quota fissa di €. 1.000,00
D
2. Responsabilità del procedimento connessa alla funzione di Responsabile del servizio
quota fissa di €.
  800, 00
D
Servizi in staff al Segretario Generale
Quota fissa di € 460,00
D - C - B
Responsabilità connesse alla trasversalità del servizio svolto.
quota fissa di €. 
250, 00
D - C – B3
Responsabilità connesse ad attività specifiche, particolari responsabilità attribuite, funzioni di Ufficiale di Stato civile, anagrafe e elettorale, Assistente Sociale, Educatore professionale, coordinamento e gestione di squadre
operative, Capo cuoco, RAA.


quota massima di €. 300,00
C
Responsabilità connesse a particolari funzioni attribuite:
funzioni di responsabile ufficio elettorale, gestione mensile
liquidazione IVA e predisposizione dichiarazione IRAP, gestione pratiche previdenziali e pensionistiche nell’ambito della gestione associata del personale, adempimenti e
rilascio di autorizzazioni riconducibili alle procedure dei servizi SUAP e SUE
quota massima di €. 500,00
D - C – B
Responsabilità conferite al personale del Settore Tecnico connesse al coordinamento di squadre esterne e reperibili e rapporti con utenti esterni in casi di emergenza
quota fissa di €. 
350,00

Non ci eravamo resi conto dei pericoli, dei disagi e delle responsabilità che comporta lavorare per il Comune di Bondeno. Se non fossimo in un momento tanto tragico ci sarebbe da RIDERE !!!
E' un Riso Amaro .













5 commenti:

  1. Bondenese Attento14 aprile 2013 18:55

    Il bello è che avendo avuto modo di parlare più di una volta con qualche assessore del nostro comune, ho constatato con sorpresa e stupore che gli assessori stessi spesso devono sottostare a volontà o consigli o direttive che vengono loro imposte dai dirigenti e dipendenti comunali, come se i dipendenti fossero diventati il sindaco e assessori. Per fare solo un paio di piccoli esempi: all'assessore ai lavori pubblici non gli è data la possibilità di sapere dove i cantonieri siano impegnati in quella giornata, cosa stiano facendo, quanto durerà il lavoro, cosa faranno dopo. Oppure non poter neanche pensare di chiedere alla Polizia Municipale di coprire qualche ora in più la sera e i giorni festivi per controlli sulla sicurezza, perchè il sindacato non vuole e avanzerebbe pretese di adeguamenti alla nuova mansione, insostenibili per l'Amministrazione!?! A mio avviso, un pochino, questo tipo di rapporto dovrebbe cambiare. Logico che se tutti i componenti la Giunta nella loro vita lavorativa hanno svolto, bene che vada, solo il ruolo di impiegati e nessuno ha una vaga idea di come si gestisce un'azienda dal punto di vista imprenditoriale, si può ben capire il grave handicap. E sinceramente mi sembra innegabile che Il Comune debba essere gestito come un'azienda, seppur pubblica, cioè di tutti e quindi proprio per questo richiede da parte degli amministratori(sindaco e assessori in primis)un comportamento simile a quello di "un buon padre di famiglia", come, mi sembra, suggerisca anche la nostra Legge e la nostra Costituzione.

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    1. Caro attento Bondenese, con il mio post non intendevo porre la questione della produttività del pubblico impiego e/o della capacità della nostra giunta di incidere sulle decisioni dei suoi dirigenti, il mio intento era ed è quello di evidenziare la disparità di trattamento riservata dalle leggi attuali a questa categoria di lavoratori "privilegiati" . Il brutto è che loro non ne hanno contezza, tanto da continuare a rivendicare diritti oramai anacronistici, senza mettere sul piatto i doveri che hanno verso i cittadini che con le loro tasse consentono il pagamento dei loro stipendi . Non si rendono conto delle difficoltà che stanno incontrando i genitori dei compagni di scuola dei loro figli, che sono in cassa integrazione o peggio hanno perso il lavoro, non si rendono conto che il loro vicino di casa che ha chiuso il suo negozio per la crisi sarebbe disposto a fare il doppio del loro lavoro per la metà dei soldi. Pensano solo a salvaguardare i loro quattro soldi di "produttività" senza capire che la nave sta affondando. E quando la nave affonda ci si bagna tutti. Noi della terza classe ( settore privato, dipendenti, imprenditori e professionisti) abbiamo già l'acqua alla gola. La seconda classe dei pensionati sta cominciando a rendersi conto che la nave è inclinata, e non si lamenta più delle pensioni basse. La prima classe continua a bere, mangiare ed a ballare sul ponte, ignara di quello che sta per succedere, sorda alle grida dei disgraziati di terza classe ... Ma come il Titanic ha insegnato, ....non ci saranno scialuppe per tutti.

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  2. Cerchiamo di non cadere nella trappola del "divide et impera", nella fattispecie del pubblico contro privato: tutti paghiamo le tasse, anche i pensionati e anche i dipendenti pubblici.

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    1. Non si tratta di chi paga le tasse, ma di come vengono spesi i soldi raccolti con le tasse . Di chi, e di quanto produce . Il problema Dell' Italia e' la bassa produttività che non consente nessuna possibilità di modificare la dinamica salariale o ridurre il Cuneo fiscale. Questo vale " solo" per il settore privato, il quale andando sul mercato globale ha dovuto, suo malgrado, ridurre le pretese di salario e di marginalità . Questo nel settore pubblico non è avvenuto ed addirittura non sembra che ci sia consapevolezza della sua inevitabilità . Non per essere profeta di sventura, ma gli altri paesi che soffrono della stessa nostra malattia, dopo avere visto il fallimento di migliaia di aziende, come da noi, dopo avere visto milioni di persone perdere il lavoro come da noi , hanno dovuto tagliare gli stipendi pubblici e le pensioni del 30 % come succederà anche da noi .

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    2. Penso anch'io che purtoppo dovrà succedere così anche da noi : la coperta è la stessa e se tutti tirano dalla loro parte, prima o poi si strappa....

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