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lunedì 12 agosto 2013

Ristatmpa "L'uovo di Colombo"

L' Uovo di Colombo

Il nostro sindaco in questi giorni sta dando dimostrazione di essere un vero politico di razza, e non è un complimento.  Infatti tutti noi ricordiamo, in epoca ante terremoto, il suo "accanimento" nel voler salvaguardare le scuole frazionali o scuole di campagna (Pilastri, Scortichino, Gavello, Ospitale, Stellata ), quando insieme all' assessore Poltronieri è arrivato persino a caldeggiare le "pluriclassi" (che non esistono più neppure in nord africa) per mantenere aperti e funzionali plessi scolastici ormai superati e dalla costosissima gestione.   Non ho mai concordato con questa posizione, ma la ritengo legittima per un sindaco, sbagliata ma legittima.   Poi purtroppo è venuto il terremoto e, come era prevedibile,  la struttura delle  scuole di campagna è stata duramente colpita dal sisma. I danni sono stati tanti, irreparabili solo per la scuola di Pilastri, ma le altre scuole hanno comunque subito ingenti danni.   Quale momento migliore per affrontare in modo razionale il problema scuole, centralizzando in un unico "polo scolastico nuovo" le scuole delle frazioni, garantendo trasporti scolastici efficienti ed una scuola sicura a tutti i nostri bambini?:.   Invece no: Bisogna ricostruire le scuole nelle frazioni perchè rappresentano il nucleo sociale fondante delle frazioni medesime:  quindi si ricostruisce a Pilastri e si riparano tutte le altre scuole. Della criticità sismica ci si occuperà  più avanti, tanto nessuno lo fa in Italia. E così d'urgenza e con i soldi che arrivano dalla regione, si riparano le scuole di Ospitale, Stellata, Scortichino e Bondeno, spendendo quasi un milione (comunque sarò più preciso in un prossimo post che ho in animo di fare ).   Terminati i lavori e riaperte le scuole, (per la verità con una settimana di ritardo rispetto agli altri comuni colpiti dal terremoto) i genitori hanno cominciato a fare "imbarazzanti raffronti" su come fosse stata gestita l'emergenza scuole nei comuni limitrofi: inaugurazioni di scuole nuove,  antisimiche, costruite a tempo di record.

  Ed ecco che immediatamente, come spesso accade nel nostro comune, un gruppo di volenterosi genitori si è immediatamente autoconvocato per raccogliere idee e fondi per costruire una nuovo polo scolastico antisimico a Bondeno: Indice una pubblica assemblea per affrontare il problema e confrontare le esperienze e le ideee di ciascuno. E' la prima assemblea pubblica ed è stata convocata dai cittadini, non dall'amministrazione.
  Vengono pure raccolti dei fondi con una manifestazione che ha coinvolto parecchie personalità anche "fuori dal comune", ma tutto questo cozza con l'idea che ha la nostra amministrazione, idea che può essere così sintetizzata "  dobbiamo salvare ad ogni costo le scuole di campagna", e quindi il polo scolastico antisimico ha un difetto che è appunto un polo, cioè unico.   Tuttavia le buone idee tendono a diffondersi per moto proprio ed il comitato continua a fare proseliti .   Poi ci si mette anche la Chiesa, nela fattispecie il parroco di Scortichino che da persona coscienziosa, quale è, pur in presenza di una scheda AeDES che dava l'agibilità alla scuola materna, ha richiesto la verifica di vulnerabilità sismica del suo edificio. Risultato: non idoneo, e così la scuola materna è stata immediatamente sgombrata. 
  Intanto l'idea di un polo scolastico unico continua a fare nuovi proseliti, ma la questione è politica, la nostra giunta non può tornare indietro, ha ormai speso molti soldi e bisogna tutelare le frazioni.   Si decide di prendere tempo e di incaricare degli esperti, ovviamente esterni, per le opportune verifiche di vulnerabilità sismica, ma il paese è piccolo e la gente mormora e nei bar si comincia a profetizzare che "sicuramente" nonostante tutti i soldi spesi nelle scuole frazionali, queste non saranno mai in grado di superare i test. (Ma cosa importa,  tanto nessuno in Italia, li fa sti test ! ).
Ma la questione "monta" ed arriva sulla stampa locale e non è più gestibile con i soliti atti di fede nell'infallibilità del sindaco e dell'assessore, ed il cieco campanilismo viene spodestato dalla preoccupazione per la sicurezza dei propri figli.  
 
Così il nostro sindaco si ricorda di una delle piùvecchie massime della politica "Se non riesci a contenere gli oppositori, diventane il capo !" 
 
Quindi in poche ore, forse minuti, contrordine compagni in una giunta lampo, all'insaputa dei consiglieri di maggioranza, che ancora sul territorio e sui giornali difendono le scelte indifendibili dell'amministrazione, si decide di costruire il polo scolastico;  e chi se ne frega dei soldi inutilmente spesi per la ristruturazione delle scuole!! 
 
Gli assessori ed i dirigenti perplessi hanno cominciato a discutere tra loro.
 
 
Ovviamente io non c'ero e non so cosa si siano detti veramente, tuttavia visti i risultati ( riporto di seguito la delibera n° 171) è verosimile che la conversazione abbia avuto i seguenti toni :
  "Ma i soldi dove li troviamo ? Facciamo come a Cento, troviamo un "privato" che la costruisce e poi ce lo affitta, c' è una legge apposta nuova nuova. Geniale partiamo ! Ma come facciamo a salvare la faccia con le scuole di campagna e tutto il resto? Facciamo un bipolo scolastico, uno a Bondeno ed uno a Scortichino ! Geniale ! Si ma i soldi ? Nessun problema ci saranno due privati che faranno due poli e che ce li affitteranno ! Si ma quanto costerà l'affitto? E chi se ne frega, tanto tra la ricerca del costruttore, il progetto e la costruzione, arriveranno le elezioni e la nostra giunta potrà presentarsi in campagna elettorale con un argomento forte che farà presa sui cittadini, le rate le paghermo più avanti. Giusto, anzi potremo "raccontare" che le rate le pagheremo con il risparmio degli interessi grazie alla vendita della Zanluca. Tanto nessuno ci capisce niente di queste cose.  Cavolo fantastico, allora facciamo un terzo polo scolastico a Stellata ! Come a Stellata?, Si se non costa niente, allora lo facciamo anche a Stellata ! Ma non ci sono bambini a Stellata ! Si ma io abito lì e lì prendo i voti .

  Questo è l'Uovo di Colombo  

  n.b. questa ricostruzione è frutto esclusivo della mia fantasia, ma... .    

DELIBERAZIONE N° 171
Oggetto: Approvazione fabbisogno attivita' didattica - Nuovi plessi scolastici antisismici a Bondeno Capoluogo e Scortichino


LA GIUNTA COMUNALE

Vista
omissis


CONSIDERATO CHE
·a seguito degli eventi sismici del maggio 2012, l’Amministrazione Comunale al fine di garantire la salvaguardia e l’incolumità degli alunni, intende procedere alla realizzazione di due nuovi edifici scolastici antisismici da adibire a scuole elementari a Bondeno Capoluogo e a Scortichino;

·per la realizzazione degli edifici di cui trattasi, in considerazione del considerevole investimento richiesto, si ritiene opportuno utilizzare il Contratto di Disponibilità di cui all’art. 160 ter del D. Lgs. 163/2006, (*) che per sua caratteristica di contratto di partenariato pubblico privato consente la realizzazione di opere c.d. “fredde” cioè di infrastrutture destinate solamente ad un pubblico servizio;

· al fine di una stima di massima degli interventi è stato incaricato il Responsabiledel Settore Tecnico;

PRESO ATTO CHE
·Il Responsabile del Settore Tecnico come sopra detto ha redatto relazione allegata alla presente relativamente al fabbisogno stimato;
·La realizzazione degli interventi stimati sul fabbisogno sopra detto risulta pari ad  €.6.100.000;

· omissis

in tal senso la Giunta Municipale prende atto che, al fine di definire con esattezza gli importi e le esigenze didattiche occorrerà procedere con successivi atti di approfondimento;

Visto il parere favorevole espresso dal Responsabile del Settore Tecnico e dal Responsabile del Servizio Finanziario;

A voti unanimi e palesi;
DELIBERA
omissis
2.di prendere atto della relazione redatta dal Responsabile del Settore Tecnico ed allegata alla presente per il “Fabbisogno e stima costi per attività scolastica su nuovi plessi scolastici antisismici” e che la stessa ammonta ad € 6.100.000;

3.di approvare il fabbisogno come sopra indicato relativamente alle esigenze scolastiche di Bondeno/Ospitale e Scortichino/Gavello e di riservarsi di valutare la fattibilità di costruire anche nella frazione di Stellata un edificio antisismico da destinare a scuola, una volte acquisite le verifiche
antisismiche;

4. omissis  ; in tal senso la Giunta Municipale prende atto che, al fine di definire con esattezza gli importi e le esigenze didattiche occorrerà procedere con successivi atti di approfondimento;

(*) Per chi fosse interessato ad approfondire il tema del "Contratto di Disponibilità" che verrà utilizzato per la costruzione del "tripolo" scolastico, vi riporto di seguito un ottimo articolo del Avv. Renato Perticarari e del Dott. Andrea Perticarari  pubblicato al seguente link
http://www.filodiritto.com/index.php?azione=visualizza&iddoc=2742

Il “contratto di disponibilità” … una novità potenzialmente rilevante per le infrastrutture pubbliche

L’art. 44 del D.L. n. 1 del 24.01.2012 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività), se stessimo parlando di un gadget elettronico, potrebbe definirsi “l’ultimo ritrovato della tecnica”……in realtà, trattandosi invece di una norma che prevede una nuova forma di partenariato pubblico-privato per cercare di stimolare i privati a realizzare opere di interesse pubblico, potrebbe definirsi “l’ultimo disperato tentativo” – comunque opportuno - dello Stato di rimettere in moto un settore che è di fatto alla paralisi.

Stiamo parlando del cd. “contratto di disponibilità” che è disciplinato dai nuovi artt. 15-bis e 160-ter del D.Lgs. n. 163/2006, introdotti con il citato art. 44 del “Decreto liberalizzazioni”. Un istituto che ha, in effetti, elementi di novità e che potrebbe risultare interessante per gli operatori privati e per gli enti pubblici, anche locali.

L’art. 15-bis definisce il “contratto di disponibilità”, aggiungendolo all’elenco delle definizioni contenuto nell’art. 3 del D.Lgs. n. 163/06. La norma specifica che con tale “contratto” sono affidate all’affidatario, a suo rischio e spese, “la costruzione e la messa a disposizione a favore dell’amministrazione aggiudicatrice di un'opera di proprietà privata destinata all'esercizio di un pubblico servizio, a fronte di un corrispettivo”. E’ interessante rilevare che si è voluto usare una espressione quale “opera….destinata all’esercizio di un pubblico servizio”, piuttosto che la generica espressione di “opera pubblica o di interesse pubblico”, quasi a voler sottolineare l’esigenza che tale nuovo contratto venga utilizzato per la realizzazione di opere funzionali, in sé e rispetto all’esercizio di un pubblico servizio. La norma afferma, al di là di ogni dubbio, che l’opera debba essere realizzata a “rischio e spese” dell’affidatario; tale previsione è coerente con l’ulteriore specificazione di cosa si debba intendere per “messa a disposizione” e cioè “l'onere assunto a proprio rischio dall’affidatario di assicurare all’amministrazione aggiudicatrice la costante fruibilità dell'opera, nel rispetto dei parametri di funzionalità previsti dal contratto, garantendo allo scopo la perfetta manutenzione e la risoluzione di tutti gli eventuali vizi, anche sopravvenuti”.

Ma a fronte di tali e rilevanti oneri in capo all’affidatario – che necessariamente imporranno alle amministrazioni aggiudicatrici una avveduta gestione delle garanzie fideiussorie da pretendere dall’affidatario stesso – come viene retribuito quest’ultimo?

Il nuovo art. 160-ter del D.Lgs. n. 163/06 detta la disciplina sostanziale del “contratto di disponibilità” e ne fissa gli aspetti sinallagmatici. Infatti, vi si prevede che il corrispettivo della costruzione/gestione “a rischio e spese” dell’affidatario derivi da tre possibili componenti, il primo dei quali ineludibile, gli altri due eventuali.

Il primo componente è rappresentato dal canone di disponibilità: in buona sostanza, l’amministrazione aggiudicatrice, per tutto il periodo di “effettiva” disponibilità dell’opera come fissato nel bando, verserà all’affidatario un canone che, tuttavia, è soggetto a riduzione (o anche ad annullamento) nei periodi di ridotta o azzerata disponibilità dell’opera. E’ chiaro che tale pesante condizione dovrà essere esattamente delineata nel bando di selezione, ma ancor più dovrà essere attentamente valutata dal privato allorché avanzerà la sua proposta in sede di gara, altrimenti traducendosi la stessa in un aggravio di oneri che potrebbe risultare insostenibile nel corso del contratto.

Vista l’esperienza non propriamente felice maturata nel corso degli anni con riguardo all’analogo onere gravante in capo ai promotori dei project financing (ed agli istituti di credito chiamati a validare le proposte) per la formulazione del quadro economico sostenibile, è da auspicare una seria presa di coscienza rispetto a tale problematica, onde evitare che un pur valido ed innovativo strumento finisca per non essere adeguatamente utilizzato.

Il secondo componente è riferito alla possibilità, evidentemente rimessa alla scelte dell’amministrazione aggiudicatrice, che la proprietà dell’opera venga trasferita in capo alla stessa. In tal caso è ipotizzabile un contributo in corso d’opera che, comunque, non può superare il “cinquanta per cento del costo di costruzione”. La previsione lascia aperti alcuni dubbi che sarebbe opportuno venissero chiariti: a) la norma tace sul momento del trasferimento di proprietà, ma è da ritenere sia da riferirsi al collaudo/consegna; tuttavia, sarebbe utile specificarlo e specificare quali siano poi gli obblighi che restano in capo all’affidatario dopo il trasferimento di proprietà; b) per il “cinquanta per cento del costo di costruzione dell’opera” cosa si intende ? Il costo ipotizzato nel progetto preliminare (cioè quello oggetto di confronto tra le varie proposte), oppure il costo reale dell’opera come risulterà dalla contabilità dell’affidatario al momento del collaudo/consegna ? Le differenze possono essere rilevanti.

Il terzo componente, anch’esso eventuale, è riferito, infine, ad una diversa ipotesi di possibile trasferimento della proprietà dell’opera, in tal caso (sembra di capire) traguardata però al “termine del contratto”……un po’ quello che, nei contratti di leasing, è la rata finale per il riscatto del bene locato. Quello che sembra contraddittorio è la previsione che tale prezzo di trasferimento finale debba essere parametrato (oltre ai canoni già versati) anche “all’eventuale contributo in corso d’opera”: ma se è stato versato tale contributo, la proprietà non dovrebbe essere stata già trasferita ? Anche tale aspetto meriterebbe forse un chiarimento.

Ma vediamo quale è la procedura per definire il “contratto di disponibilità. Il bando pone a base di gara un capitolato prestazionale che deve contenere le caratteristiche tecnico-funzionali dell’opera e le modalità per la riduzione/sospensione del canone, come si accennava sopra. In capo agli offerenti è posto l’onere di predisporre un progetto preliminare che sia coerente rispetto ai requisiti prestazionali. La gara viene aggiudicata con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; restano ferme le norme di cui agli artt. 75 e 113 del D.Lgs. n.163/2006 relativamente alle garanzie e cauzioni. Da segnalare che la norma prevede che il piano economico alla base della proposta dovrà necessariamente considerare gli oneri connessi agli eventuali espropri necessari per la realizzazione dell’opera. Va da sé che tale previsione è particolarmente gravosa sotto due profili: a) pone in capo al privato l’alea dell’incertezza circa il definitivo costo degli espropri che, in sede di offerta, può solo essere stimato, ma non risultare certo; b) si riferisce ad un risultato – cioè l’acquisizione coattiva di immobili – i cui tempi possono variare in relazione, peraltro, ad attività che dipendono da terzi (l’ente pubblico espropriante ed il terzo espropriato).

Altro aspetto problematico è quello riguardante la redazione dei progetti definitivi ed esecutivi, nonché di eventuali varianti, che è posta in carico all’affidatario. Questo, infatti, deve predisporli nel rispetto del capitolato prestazionale e (non è specificato, ma ça va sans dire) e del progetto preliminare, approvarli e comunicarli all’amministrazione aggiudicatrice ed alle altre eventuali autorità competenti, ma è comunque a carico dell’affidatario ogni conseguenza connessa alla mancata o ritardata approvazione da parte di terze autorità. Tale previsione, essendo riferita ad attività di terzi rispetto ai quali l’affidatario è del tutto estraneo, potrebbe causare notevoli contenziosi ove la mancata o ritardata approvazione fosse conseguenza di comportamenti non diligenti della Pubblica Amministrazione….

Infine, ove i vincoli in capo all’affidatario non fossero già rilevanti, si prevede che il sede di collaudo l’amministrazione aggiudicatrice debba ovviamente verificare la rispondenza dell’opera ai requisiti prestazionali, ma che a tali fini possa anche imporre modificazioni, varianti e rifacimento di lavori eseguiti ovvero, sempreché siano assicurate le caratteristiche funzionali essenziali, la riduzione del canone di disponibilità.

A tal ultimo proposito si ritiene di dover segnalare una apparente incongruenza della norma. Infatti, nel comma 6 della norma si prevede che “il contratto” debba individuare la soglia massima di riduzione del canone superata la quale “il contratto” è risolto. Ebbene, mentre l’uso del termine “contratto” appare congruo nel secondo caso, non altrettanto può dirsi nel primo. Infatti, appare logico ritenere che “il limite di riduzione del canone di disponibilità superato il quale il contratto è risolto” debba essere previsto già nel Bando e poi, semmai, ribadito nel contratto, ma non potrebbe mai essere oggetto di prima previsione nel contratto, essendo evidentemente un elemento particolarmente rilevante ai fini della definizione della proposta di piano economico in sede di offerta. Anche in questo caso, quindi, sembrerebbe opportuno un chiarimento.

In definitiva, quindi, sembra di poter valutare con molto interesse l’introduzione di questa nuova figura di partnership pubblico-privata, ma senza tralasciare l’opportunità di alcune correzioni se si vuole realmente dotare il settore di uno strumento effettivamente alla portata degli operatori privati.

5 commenti:

  1. Lorenzo Berlato12 agosto 2013 16:59

    Effettivamente il pensiero del Sindaco sulla difesa delle scuole di campagna ha subito vari dirottamenti, seguiti a fatica dai consiglieri nelle loro giravolte evolutive. L'esigenza era data dalla perdita di certezze sull'effettiva realizzazione del pastificio e dall'esigenza di presentarsi alle prossime elezioni con qualcosa di "grosso per le mani" e da quì parte l'idea di appropriarsi di un progetto che fino al giorno prima era preso quasi per scherno. E via al Polo, al Bipolo, al Tripolo con vulcaniche idee per i finanziamenti, pensa che la Lega a Bondeno è ancora commissariata (sequestrata) da prima di Natale per aver potuto utilizzare quasi a piacimento il MILIONE di Maroni che ..... Concludo segnalando l'apparente (non solo) veridicità della voce in capitolo che detiene l'assessore che da quanto scritto sopra, spingeva per la scuola nuova a Stellata. Oggi sul Carlino infatti, nell'articolo sui trasporti pubblici "provinciali" all'assessore Vincenzi viene riconosciuto il ruolo di Vicesindaco sia nel testo che nel sottotitolo. Ora penso che Pancaldi non sia ancora stato spodestato almeno sulla carta, ma è sintomatico il fatto che in altre occasioni a Vincenzi venisse riconosciuta anche la delega allo Sport (inaugurazione campo scuola Nordic Walking), questo quindi prova che trattasi di un caso tipico di Lapsus Freudiano,in parole povere "l'inconscio porta a galla la verità" ed è abbastanza grave, specie se si va a verificare percentuali alla mano, quanto abbiano influito prima e dopo il ballottaggio, i voti raccolti dalla lista rappresentata dall'emerito stellatese, ai fini dell'elezione dell'attuale Sindaco.

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  2. Bondenese attento13 agosto 2013 10:27

    Anche oggi per il Carlino l'assessore Vincenzi è Vicesindaco con buona pace del simpatico Pancaldi. Effettivamente le percentuali della lista civica UDC nelle comunali 2009 messe addirittura sul conto della sinistra non avrebbero impedito a Fabbri di andare al ballottaggio prima e anche di vincere poi. Naturalmente ancora abissalmente meno sono contati la miseria di voti raccolti dalla lista Biancardi/Saletti.

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    1. Bondenese medio13 agosto 2013 10:34

      Effettivamente si può ben dire che : ERRARE E' UMANO MA PERSEVERARE E' DIABOLICO !!!

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  3. Ma allora è proprio come pensavo, Berlato si prepara al rientro. chissa quale formazione avrà un progetto da lui condivisibile? Dc, no. Lega, no. Ne rimangono comunque un bel po'

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    1. Lorenzo Berlato13 agosto 2013 12:36

      Spiacente di deluderti ANONIMO ma io non preparo un bel niente. Si sta tanto bene da cittadino libero da impegni politici che posso tranquillamente metterci la faccia e il nome in quel che dico e che penso a differenza di chi è schiavo di padroni politici o deve operare al buio come gli anonimi. IO NON HO BISOGNO DELLA POLITICA PER MANGIARE O GESTIRE LA FAMIGLIA ma se qualcuno ha bisogno della mia esperienza o capacità posso mettermi al servizio per il bene della comunità, ma sarà un pò dura dopo la delusione appena avuta.

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