Ricevo da alcuni lettori del Blog, con preghiera di pubblicazione, un' accorata lettera al "nuovo" assessore ai servizi sociali Coletti, in risposta al suo articolo apparso sulla nuova Ferrara del 22 agosto e di cui ci siamo occupati con il post http://inconfessabili-motivi.html qualche giorno fa.
Debbo ammettere che l'ottica e la prospettiva della lettera che segue è sufficientemente diversa da quella del mio post e dal mio modo di vedere le cose, ed anzi ritengo che la "legittima" presa di posizione del gruppo di cittadini che sottoscrivono la lettera, sia proprio quello che la giunta bondenese cercasse con la provocatoria affermazione "Basta Assistenzialismo" .
La tecnica è semplice e collaudata, suscitare clamore ed indignazione, magari facendo leva sui peggiori istinti delle persone, mettendo gli uni contro gli altri, per "nascondere" la semplice verità, "non ci sono più soldi, per nessuno, né per gli stranieri, né per gli italiani". Non ci sono più soldi perché se li sono "sputtanati" tutti in cavolate inutili e senza senso, solo per gratificare se stessi ed i loro amici.
Quindi anche se so che sto facendo un favore al sindaco Fabbri ed all'assessore Coletti, pubblico volentieri ed integralmente la lettera di questi cittadini bondenesi :
Nell’articolo apparso sulla “Nuova”, venerdì
22 agosto, leggiamo che l’assessore ai servizi sociali, Cristina Coletti, ha
deciso, assieme alla giunta, di
sospendere qualsiasi forma di contribuzione economica, (prevista da un
regolamento comunale in vigore da più legislature) per porre fine ad un
imperante “assistenzialismo”.