ALBO PRETORIO EL10 - le decisioni amministrative spiegate ai cittadini

L'Albo pretorio è la sezione dei siti informatici delle amministrazioni e degli enti pubblici dove vengono pubblicate le deliberazioni, le ordinanze, i manifesti e gli atti che devono essere portati a conoscenza del pubblico per disposizione di legge o di regolamento. In questo spazio intendo pubblicare e spiegare alcuni degli atti pubblicati sull'Albo Pretorio del Comune di Bondeno. Le spiegazioni sono necessariamente frutto di una lettura e di una semplificazione personale degli atti. I documenti originali restano sempre il riferimento.”

mercoledì 14 ottobre 2026

💶 Multe e tasse non pagate: il Comune di Bondeno si affida a SO.GE.R.T.

 


Come funziona la riscossione dei crediti comunali? Quanto costa il servizio? E che cosa ci raccontano i documenti pubblicati all'Albo Pretorio? EL10 prova a spiegarlo in parole semplici.


🚔 1. Recuperare le multe non pagate

Quando una multa o un'altra sanzione amministrativa non viene pagata, il Comune deve attivarsi per recuperare le somme dovute. Lo stesso vale per le entrate tributarie, come IMU e TASI.

Per farlo, il Comune di Bondeno si avvale di SO.GE.R.T. S.p.A., società specializzata nella riscossione.

La determinazione n. 1028 del 6 ottobre 2026 riguarda il recupero delle sanzioni del Codice della strada, delle violazioni amministrative e delle spese legate ai procedimenti sanzionatori rimaste insolute.

La motivazione indicata nell'atto è pratica: gli uffici comunali non dispongono di personale sufficiente e delle competenze specifiche necessarie per gestire direttamente tutte le procedure di riscossione coattiva.

In altre parole, il Comune affida all'esterno un'attività che richiede procedure e strumenti specifici, con l'obiettivo di recuperare entrate che altrimenti potrebbero rimanere insolute.

💰 2. Quanto costa recuperare i crediti?

Il compenso previsto per SO.GE.R.T. è pari al 3% delle somme effettivamente riscosse, oltre IVA.

Il precedente rapporto contrattuale prevedeva un compenso massimo di 135.000 euro, oltre IVA. La determina riferisce che, fino al momento dell'adozione dell'atto, erano stati corrisposti compensi per 88.196,84 euro, sempre al netto dell'IVA.

Il documento segnala inoltre che l'attività di pignoramento ha prodotto flussi di entrata superiori alle previsioni iniziali, con uno scostamento positivo superiore al 35%.

Per questo motivo viene disposto un ulteriore impegno di spesa di 15.000 euro, sul capitolo destinato alle spese per la riscossione delle sanzioni al Codice della strada.

Attenzione: i 15.000 euro rappresentano un impegno di spesa, non necessariamente una somma già pagata. Il costo effettivo dipenderà dai compensi che matureranno in relazione alle somme riscosse.

La determina spiega anche che il rapporto precedente non può essere semplicemente proseguito secondo le modalità originarie, alla luce delle nuove disposizioni in materia di contratti pubblici. Il nuovo affidamento è motivato dalla necessità di continuare il recupero dei crediti insoluti.

🧾 3. IMU e TASI: una seconda determina

Passiamo alla determinazione n. 1031 del 7 ottobre 2026.

Questo provvedimento riguarda un altro servizio affidato a SO.GE.R.T., relativo alla riscossione coattiva delle entrate comunali, in questo caso con riferimento a IMU e TASI.

L'atto dispone il pagamento di quattro fatture per compensi e rimborsi delle spese sostenute nelle procedure di riscossione.

Ecco il riepilogo:

VoceImporto
Compenso per la riscossione, al netto dell'IVA556,60 €
IVA sul compenso122,45 €
Spese di notifica47,32 €
Spese esecutive203,11 €
Totale fatture929,48 €

Il compenso, IVA compresa, ammonta quindi a 679,05 euro.

Le ulteriori spese, pari a 250,43 euro, sono registrate tra i servizi per conto terzi: secondo le condizioni contrattuali richiamate nella determina, sono poste a carico dei debitori e devono essere riversate al concessionario.

Il pagamento complessivo disposto dal Comune è dunque di 929,48 euro, ma le due componenti hanno natura diversa: una è il compenso del concessionario, l'altra è il rimborso delle spese di procedura.

🔎 4. Che cosa dicono gli allegati?

La documentazione allegata alla determina n. 1031 contiene i prospetti analitici degli incassi relativi al secondo trimestre 2026, suddivisi tra due conti dell'ente e tra IMU e TASI.

Le somme riportate sono:

EntrataSomme riscosse
IMU – conto 426313.293,96 €
TASI – conto 42631.925,52 €
IMU – conto 4482.530,37 €
TASI – conto 448803,41 €
Totale riscosso18.553,26 €

Il compenso del 3% è coerente con queste somme: 556,60 euro, ai quali si aggiungono 122,45 euro di IVA.

⚠️ Una piccola differenza da chiarire

Nel testo della determina, al punto 4, viene indicato un totale riscosso di 18.533,26 euro.

I prospetti allegati riportano invece 18.553,26 euro: la differenza è di 20 euro.

Il dato interessante è che il compenso liquidato risulta coerente con il totale maggiore, quello indicato nei prospetti. Sembra quindi esserci un disallineamento nella cifra riportata nel testo del provvedimento.

Non è un elemento che consenta, da solo, di parlare di un errore sostanziale nel pagamento. È però opportuno che l'ufficio chiarisca o rettifichi la differenza, così da mantenere piena coerenza tra determina e documentazione contabile.

📑 5. La tracciabilità dei pagamenti

Tra gli allegati figura anche la dichiarazione di tracciabilità dei flussi finanziari di SO.GE.R.T., prevista dalla legge n. 136/2010.

Il documento, datato 20 novembre 2023, dichiara il conto corrente dedicato ai pagamenti relativi alle commesse pubbliche e individua le persone autorizzate a operarvi.

Si tratta di un adempimento importante per garantire la tracciabilità dei pagamenti della pubblica amministrazione. La data della dichiarazione, tuttavia, non permette da sola di stabilire se vi siano stati aggiornamenti successivi: non è quindi corretto trarne conclusioni negative, ma è sempre importante che i dati utilizzati dall'ente siano aggiornati e coerenti con gli obblighi previsti.

🧭 6. La domanda più importante: quanto recuperiamo davvero?

Le due determine ci raccontano una parte della gestione delle entrate comunali: il Comune utilizza un concessionario esterno, riconosce un compenso proporzionale agli incassi e sostiene le spese previste per le procedure di recupero.

Ma per capire se il servizio sia davvero efficace servirebbe un quadro più completo.

Sarebbe utile conoscere:

  • Il totale dei crediti affidati: quanto deve essere recuperato per multe, IMU, TASI e altre entrate?

  • Gli incassi effettivi: quanto è stato recuperato nel corso dell'anno e quanto negli anni precedenti?

  • I crediti ancora insoluti: quali somme restano da recuperare e quali risultano difficilmente esigibili?

  • Il costo complessivo del servizio: quanto è stato riconosciuto al concessionario, considerando tutti gli affidamenti e i compensi maturati?

Questi dati permetterebbero di confrontare il costo della riscossione con i risultati ottenuti e di capire se le risorse pubbliche siano impiegate nel modo più efficace.


💬 In conclusione

Recuperare le entrate dovute al Comune è importante: significa tutelare le risorse con cui vengono finanziati i servizi pubblici e garantire che chi deve pagare non scarichi il proprio debito sulla collettività.

Affidare il servizio a una società esterna può essere una soluzione organizzativa legittima e utile. Ma, come per ogni spesa pubblica, è fondamentale poter misurare i risultati, conoscere i costi e verificare la correttezza dei dati.

EL10 continuerà a leggere gli atti amministrativi per raccontare ai cittadini non soltanto che cosa decide il Comune, ma anche quali domande è ragionevole porsi per comprenderne le conseguenze.

EL10 – Le carte del Comune, spiegate in parole semplici.

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